Suite Michelangelo

"La musica di Sostakovic tocca la nostra paura fondamentale, primordiale: la distruzione dell’io da parte di forze esterne, la paura che la vita sia inutile e priva di senso, la paura di quel male che si può all’improvviso scoprire nel proprio prossimo." (Lawrence Hansen)

"Michelangelo non intende recedere un solo attimo dal suo forsennato, implacabile corpo a corpo col corpo; il più tragico e inesorabile che la poesia conosca." (Giovanni Testori)

ideazione: Claudio Angelini, Elisa Gandini
regia e luci:
Claudio Angelini
pianoforte:
Shizuka Salvemini
su musica di:
Dimitri Sostakovic
baritono:
Riccardo Fioratti
su scritti di:
Michelangelo Buonarroti
cura degli allestimenti e costumi:
Elisa Gandini
direzione tecnica:
Luca Giovagnoli con l’aiuto di Lorenzo D’Anna
macchinistica: Stefan Schweitzer
sartoria:
Liana Gervasi
sculture:
Plastikart
organizzazione:
Elisa Nicosanti
foto di scena:
Gianluca “Naphtalina” Camporesi
concept Libretto di sala:
Barbara Longiardi, Matite Giovanotte.Forlì
commento ai testi:
Ida Campeggiani
una produzione:
Città di Ebla, Sagra Musicale Malatestiana 2013
con il sostegno di:
Regione Emilia Romagna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena
si ringraziano:
Andrea Panzavolta, Ida Campeggiani, Boris Petrushansky

“Un corpo a corpo col corpo; il più tragico e inesorabile che la storia della poesia conosca”. Così Giovanni Testori definiva il lavoro poetico di Michelangelo, non pensato per la circolazione, per un progetto di stampa, ma in ottica semiprivata. Scriveva per lui e per suoi personali e diversissimi interlocutori. Poi una lunga storia di fraintendimenti che hanno accompagnato questi sconvolgenti scritti. Forse per questo Sostakovic, ormai alla fine dell’esistenza, vi precipita dentro, si ritrova, ne sceglie undici in maniera incomprensibile, compiendo anche un errore di attribuzione. Ripropone quel corpo a corpo dando ai testi una volumetria musicale. Se un allestimento scenico di questa opera può avere un senso è solo richiamando un elemento sostanziale che il teatro chiede per sua stessa natura e che si congiunge perfettamente con lo spirito creativo di questi due grandi artisti: una completa presenza. Una percezione quasi epidermica del suono e delle parole, una vicinanza o una repulsione quasi totale. Un senso di protezione dato dallo spazio o l’immediato ribaltamento in una claustrofobia costrittiva. Assenza di mediazione, rottura della divisione palco/platea, occorre annegare in questo mare per poterne percepire l’essenza. Un’essenza fatta di coppie di opposizione: giorno/notte, vita/morte, arte/religione, gioia/sconforto, esilio/patria, Stalin/Giulio II, parole/suoni, carne/marmo. E in definitiva Michelangelo/Sostakovic. Per chi assiste testimoniare non basta, è richiesta espressamente una violazione, sia pure dello sguardo, intima e privata.

 

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