Das Spiel (il gioco)


una coproduzione Città di Ebla/Bedosti/Oggiano

con

Antonella Oggiano e Alessandro Bedosti

e la cura di Annalisa Zoffoli 

 

Conosco Antonella da molti anni ormai. Abbiamo danzato insieme diverse volte e penso di lei che sia una danzatrice misteriosa, segreta e infallibile. Sono incantato dal modo in cui si muove sulla scena. Mi piacciono la padronanza e la forza dei suoi gesti e quel senso di giustizia e delicatezza che emana dalla sua figura.

Ho chiesto ad Antonella di seguirmi in una piccola impresa.

Abbiamo trascorso molti giorni seduti su di un vecchio tappeto di moquette nell'attesa di una qualche rivelazione, offrendoci gratuitamente al nulla, con l'unica certezza del nostro stare assieme in uno spazio ristretto, in una vicinanza sottile, curiosa, a volte annoiata.

Per molti mesi la nostra domanda è rimasta inascoltata, sospesa nel vuoto senza ricevere risposta.

Poi un giorno c'è stato come un precipitare di eventi. La quotidianità ha fatto irruzione nel nostro spazio con la grossolanità e la veemenza di tutti i fatti quotidiani, e la scena si è animata.

Le mie condizioni di salute sono peggiorate e la preoccupazione di quei giorni, come un lievito, ha generato figure, ricordi e rimandi.

Il vecchio tappeto è diventato, senza che ce ne accorgessimo, il luogo di un rito misterioso e divertente che ha rappreso tutta l'emotività di quei momenti in un grumo rituale rigoroso e al tempo stesso spensierato, che conteneva in sé anche una proposta di guarigione.

 

A.Bedosti

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