La metamorfosi

Creazione scenica liberamente ispirata al racconto di Franz Kafka

ideazione, luci e regia: Claudio Angelini
aiuto regia: Valentina Bravetti
interpretazione e studio sulla figura: Alessandro Bedosti
paesaggi sonori: Elicheinfunzione
sound capture e direzione tecnica: Luca Giovagnoli
tecnico di palcoscenico: Stefan Schweitzer
aiuto tecnico: Nicola Mancini
cura degli allestimenti: Elisa Gandini
layout camera: Daniele Benericetti
realizzazione scene e costumi: Plastikart
si ringrazia: Codex Audio di Roberto Collinelli, Lombardi Amplificazioni
e sentitamente si ringrazia: Andrea Panzavolta
produzione: Città di Ebla, Festival L'occidente nel labirinto, Teatro Diego Fabbri
con il sostegno di: Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena, Regione Emilia Romagna

Partire dal racconto di Kafka senza nessuna pretesa di rappresentarlo. Come entrare nella foresta espressiva de “La metamorfosi” ed uscirne portando a casa la pelle? Perché “La metamorfosi” ci colpisce?
Si badi bene, non è semplicemente un fatto di fabula, di “cosa” viene raccontato. E’evidente una potenza di altra natura. Io credo dipenda dal fatto che quel racconto parla di noi, le parole compiono un’acrobazia, si pongono alle nostre spalle, ci spingono e ciascuno si sente attraversato in prima persona.
Come non essere interessati alla propria storia? Siamo corpi in continua trasformazione, in un divenire incessante, un’attività di composizione e scomposizione di forze, un flusso. Sentirsi spaventati dalla propria disumana umanità, sentire il proprio corpo che bolle come un’officina surriscaldata. Divenire animale, coltivare la mosca, la blatta che è in noi invece di inseguire le archetipiche figure materne e paterne come la psicanalisi ci suggerisce.
Non c’è nulla di psicanalitico o simbolico in Kafka. Ci sono corpi divenuti animali ora.
- Claudio Angelini -

“All’inumano delle potenze diaboliche fa riscontro il sub umano di un divenire animale: divenire coleottero, divenire cane, scimmia, fuggir via, con una capriola a capofitto, piuttosto che chinare il capo e restare burocrate, ispettore, giudice, imputato."  - Gilles Deleuze -

Il progetto “La metamorfosi” comincia le sue esposizioni pubbliche nel gennaio del 2010 a Forlì e prosegue il suo percorso di sviluppo verso la forma definitiva in altre tappe, denominate mutazioni.

 

La metamorfosi
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